ALIAS n. 18 del 05/05/2012
THE ASTEROIDS GALAXY TOUR
OUT OF FREQUENCY (Rough Trade/Self)
Molti conosceranno il singolo
tratto dal disco d'esordio della pop band
danese, The Golden Age, per essere stato
colonna sonora dello spot di una famosa
marca di birra (olandese, però). La
formazione scandinava ha da poco editato
questo secondo lavoro, Out of Frequency.
Uno sguardo ad ampio spettro nel pop
anni '70, tra sintetizzatori vintage, fiati
corposi, colonne sonore, psichedelia e
funk. Divertimento assicurato. (b.mo.)
JOHN CAGE
FREEMAN ETUDES (Stradivarius/Milano Dischi)
Nel 1980 Cage riceve una
richiesta dal violinista Paul Zukofsky, che
vuole una notazione precisa per un lavoro
solistico. Cage sceglie i suoni gettando i
dadi dell'I-Ching ma poi li racchiude in una
partitura esatta e fittissima. Ineseguibile
per Zukofsky. Cage sospende la scrittura.
Nel 1988 un altro virtuoso, Irvine Arditti,
esegue senza troppi problemi i 16 brani
dei libri 1 e 2. Cage riprende l'opera e la
conclude nel 1990. Ora è Marco Fusi a
cimentarsi con i libri 3 e 4. Musica
spigolosa come raramente in Cage. Prova
per il virtuoso di acquisizione dei limiti
(culturali?) del virtuosismo. Musica che
affascina come un esercizio di
estremismo. Fusi magnifico per sonorità e
comunicatività. (m.ga.)
PASQUALE CATALANO
MAGNIFICA PRESENZA (Gdm)
Dopo il successo della precedente
colonna sonora di Catalano per Ozpetek ,
Mine vaganti, il compositore napoletano ci
riprova con Magnifica presenza. 21 brani,
12 quelli con le musiche originali scritte,
orchestrate e dirette da Catalano per il
film. 5 della cantante turca Sezen Aksu,
tra cui l'inedita Gitmem daha scritta
appositamente per il film. Gli altri brani
appartengono al repertorio come Perfidia
di Nat King Cole o I Wish I Didn't Love You
So di Betty Hutton. Da ascoltare per
tuffarsi in un universo un po' retrò. (g.lu.)
DON ELLIS
NEW IDEAS (Poll Winners/Egea)
La spagnola PollWinners
impegnata nella ristampa di grandi ellepì
jazz anni '50, in occasione dei 100 album
raggiunti, pubblica altri classicissimi come
ad esempio Alone in San Francisco di
Thelonius Monk, Live in London di Count
Basie, Meet Rhythm Section di Art Pepper e
queste misconosciute «nuove idee»
(1961) del trombettista losangelino
(1934-78) in quintetto, a spingere
sull'acceleratore di un dopo hard bop che
guarda un po' al free e un altro po' allo
sperimentalismo dotto per una sorta di
third stream music di rilevanza quasi
cameristica. (g.mic.)
SÃO PAULO UNDERGROUND
TRÊS CABEÇAS LOUCURAS (Cuneiform)
Diciamo la verità, quanta musica
può ancora sorprendere? Forse nessuna.
E allora correte ai ripari e ascoltate
questo reperto del tropicalismo brasiliano
del 3000, prelevato direttamente dal
futuro da uno scienziato folle: la cornetta
visionaria di Rob Mazurek innestata su un
groviglio poliritmico psichedelico,
acustico, elettrico ed elettronico
assolutamente imprevedibile. A volte fa
capolino anche una voce: rendendo ancor
più straniato e divertente il tutto. (g.fe.)
DAN SARTAIN
TOO TOUGH TO LIVE (One Little Indian/Self)
13 tracce, appena 20 minuti (sì,
avete capito bene, 20 minuti) di musica e
il giochetto è fatto. Sinceramente non ci
facciamo abbindolare da questo
personaggio che batte la scena garage Usa
già da qualche anno. Questo è il suo sesto
disco, e va bene che il punk non richiede
grandi «fatiche» compositive, ma qui si
esagera. Brani spudoratamente simili ai
Ramones, un riffetto facile facile, un
minuto e mezzo rapido e indolore, e via,
andare. Un po' troppo... (r.pe.)
ARTURO STALTERI
FLOWERS 2 (Felmay)
Storico conduttore delle
trasmissioni di musica colta di Radio 3 Rai,
Arturo Stalteri è pianista di notevole
sensibilità, che alle proprie composizioni
accosta rielaborazioni interpretative di
autori classici e contemporanei. In Flowers
2 mette in fila, in un disegno progettuale e
intellettuale molto preciso, Debussy, Listz,
Bach, Schubert, «spezzando» il corso degli
eventi con brani a propria firma e altri
scelti da fonti quali i King Crimson e
Robert Wagner. Gran classe. (l.d.s.)