i dischi della settimana
ALIAS n. 18 del 05/05/2012
ULTRASUONATI da LUCIANO DEL SETTE GUIDO FESTINESE MARIO GAMBA GABRIELLE LUCANTONIO GUIDO MICHELONE BRIAN MORDEN ROBERTO PECIOLA
THE ASTEROIDS GALAXY TOUR
OUT OF FREQUENCY (Rough Trade/Self)
SUONABILE
Molti conosceranno il singolo tratto dal disco d'esordio della pop band danese, The Golden Age, per essere stato colonna sonora dello spot di una famosa marca di birra (olandese, però). La formazione scandinava ha da poco editato questo secondo lavoro, Out of Frequency. Uno sguardo ad ampio spettro nel pop anni '70, tra sintetizzatori vintage, fiati corposi, colonne sonore, psichedelia e funk. Divertimento assicurato. (b.mo.)
JOHN CAGE
FREEMAN ETUDES (Stradivarius/Milano Dischi)
GUSTOSO
Nel 1980 Cage riceve una richiesta dal violinista Paul Zukofsky, che vuole una notazione precisa per un lavoro solistico. Cage sceglie i suoni gettando i dadi dell'I-Ching ma poi li racchiude in una partitura esatta e fittissima. Ineseguibile per Zukofsky. Cage sospende la scrittura. Nel 1988 un altro virtuoso, Irvine Arditti, esegue senza troppi problemi i 16 brani dei libri 1 e 2. Cage riprende l'opera e la conclude nel 1990. Ora è Marco Fusi a cimentarsi con i libri 3 e 4. Musica spigolosa come raramente in Cage. Prova per il virtuoso di acquisizione dei limiti (culturali?) del virtuosismo. Musica che affascina come un esercizio di estremismo. Fusi magnifico per sonorità e comunicatività. (m.ga.)
PASQUALE CATALANO
MAGNIFICA PRESENZA (Gdm)
GUSTOSO
Dopo il successo della precedente colonna sonora di Catalano per Ozpetek , Mine vaganti, il compositore napoletano ci riprova con Magnifica presenza. 21 brani, 12 quelli con le musiche originali scritte, orchestrate e dirette da Catalano per il film. 5 della cantante turca Sezen Aksu, tra cui l'inedita Gitmem daha scritta appositamente per il film. Gli altri brani appartengono al repertorio come Perfidia di Nat King Cole o I Wish I Didn't Love You So di Betty Hutton. Da ascoltare per tuffarsi in un universo un po' retrò. (g.lu.)
DON ELLIS
NEW IDEAS (Poll Winners/Egea)
IMMENSO
La spagnola PollWinners impegnata nella ristampa di grandi ellepì jazz anni '50, in occasione dei 100 album raggiunti, pubblica altri classicissimi come ad esempio Alone in San Francisco di Thelonius Monk, Live in London di Count Basie, Meet Rhythm Section di Art Pepper e queste misconosciute «nuove idee» (1961) del trombettista losangelino (1934-78) in quintetto, a spingere sull'acceleratore di un dopo hard bop che guarda un po' al free e un altro po' allo sperimentalismo dotto per una sorta di third stream music di rilevanza quasi cameristica. (g.mic.)
SÃO PAULO UNDERGROUND
TRÊS CABEÇAS LOUCURAS (Cuneiform)
IMMENSO
Diciamo la verità, quanta musica può ancora sorprendere? Forse nessuna. E allora correte ai ripari e ascoltate questo reperto del tropicalismo brasiliano del 3000, prelevato direttamente dal futuro da uno scienziato folle: la cornetta visionaria di Rob Mazurek innestata su un groviglio poliritmico psichedelico, acustico, elettrico ed elettronico assolutamente imprevedibile. A volte fa capolino anche una voce: rendendo ancor più straniato e divertente il tutto. (g.fe.)
DAN SARTAIN
TOO TOUGH TO LIVE (One Little Indian/Self)
CHE ORRORE
13 tracce, appena 20 minuti (sì, avete capito bene, 20 minuti) di musica e il giochetto è fatto. Sinceramente non ci facciamo abbindolare da questo personaggio che batte la scena garage Usa già da qualche anno. Questo è il suo sesto disco, e va bene che il punk non richiede grandi «fatiche» compositive, ma qui si esagera. Brani spudoratamente simili ai Ramones, un riffetto facile facile, un minuto e mezzo rapido e indolore, e via, andare. Un po' troppo... (r.pe.)
ARTURO STALTERI
FLOWERS 2 (Felmay)
IMMENSO
Storico conduttore delle trasmissioni di musica colta di Radio 3 Rai, Arturo Stalteri è pianista di notevole sensibilità, che alle proprie composizioni accosta rielaborazioni interpretative di autori classici e contemporanei. In Flowers 2 mette in fila, in un disegno progettuale e intellettuale molto preciso, Debussy, Listz, Bach, Schubert, «spezzando» il corso degli eventi con brani a propria firma e altri scelti da fonti quali i King Crimson e Robert Wagner. Gran classe. (l.d.s.)
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