PRIMARIE - politica
Renzi agli exberlusconiani: "Siete delusi? votate me"
REDAZIONE - 13.09.2012
Il sindaco di Firenze presenta ufficialmente la sua candidatura: "Sono pronto a guidare l'Italia per cinque anni". Poi rivolto al segretario Pierlugi Bersani: "Se perdo vengo ad aiutarti"
''Annuncio ufficialmente la mia, che è la nostra, candidatura alla guida dell'Italia per i prossimi 5 anni e pongo il mio onore nel meritare la vostra fiducia, la vostra amicizia e il vostro sostegno''. Lo ha annunciato Matteo Renzi a Verona aprendo la sua campagna elettorale. ''La rottamazione - ha spiegato - non è solo un fatto anagrafico: o prendiamo in mano il nostro destino, anche con umilta', o non andiamo da nessuna parte''. Però, non è questo il momento per la ''pigrizia'': ''Il vero rischio è non tirare il calcio di rigore, è restare in panchina. Noi ci candidiamo per dire cosa immaginiamo noi per prossimi 25 anni, cosa vogliamo per i nostri figli''. Una conferenza stampa ricca di spunti anche se i due assist ad effetto li ha lanciando chiedendo i voti del centrodestra e annunciando che se dovesse perdere il confronto darà una mano a Bersani. “Non ho paura di chiedere i voti del centrodestra", ha detto, rivolgendosi poi direttamente a chi ha votato per l'esecutivo Berlusconi. "Noi non abbiamo paura di venire a stanarvi dalle vostre delusioni", ha spiegato, citando federalismo, tasse e occupazione. "Vi diciamo “vogliamo venire a prendervi” perché le prossime elezioni le vogliamo vincere e se saremo capaci di raccontare Italia credibile sarete con noi", ha spiegato. Mentre rivolto al leader del Pd ha affermato: “Bersani mi ha chiesto e dopo che si fa? Se si perde si fa quello che fanno le persone serie: non ci si inventa l'ennesima formazioncina politica di serie Z, si dà una mano a chi ha vinto", ha assicurato, "perché la sconfitta fa parte del gioco e la vera sconfitta e' non provarci". Dunque, ha insistito, "saremo in prima fila a dare una mano a chi ha vinto". Poi a proposito della famiglia, Renzi ha ringraziato la moglie Agnese, presente in sala, e raccontato del figlio di 11 anni, ''bersaniano'', ha detto, perché vorrebbe che il padre stesse di più a casa. ''Per fortuna - ha scherzato - dubito che, con qualunque regola, possa votare''. Renzi non ha risparmiato una 'stoccata' all'apparato del Pd. ''C'é una burocrazia forte nel nostro partito, autorevole, capace di avere la certezza di avere già vinto, ma attenti perché di gioiose macchine da guerra ne abbiamo gia' viste. Una burocrazia forte che si fa ancora viva nell'orecchio dicendo: chi ve lo fa fare? Aspettate. Matteo hai 37 anni arrivera' il tuo turno, stattene acquattato dietro alla leadership di qualche dirigente importante poi al momento opportuno si farà da parte. Questa città, Verona, nel 1315 a Dante offri' un patto: puoi tornare a casa purché tu ammetta di essere colpevole. Dante disse no a questo baratto. C'è un momento in cui la dignità è più forte del compromesso e la bellezza più forte della pavidità. Ci candidiamo per cercare di restituire la speranza al Paese, per raccontare i 25 anni che non abbiamo ancora vissuto''.


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