GOVERNO - politica
Monti va all'attacco dell'art 18 Camusso: "Ormai non sa più che fare"
REDAZIONE - 13.09.2012
Il presidente del consiglio lancia un affondo sullo statuto dei lavoratori: "Ha fatto danni". E il leader della Cgil: "Rappresenta il peggiore liberismo, cioè quello che ha teorizzato che la diseguaglianza fa crescere il mondo"


Penso che sia esattamente la dimostrazione che questo governo non ha un'idea di cosa fare per la crescita e lo sviluppo del Paese". Così Susanna Camusso, segretario Cgil, commentando le dichiarazioni del premier Mario Monti sullo Statuto dei lavoratori. In mattinata il presidente del consiglio ha infatti affermato intervenendo in teleconferenza al XXVI Convegno della Società Italiana di Scienza Politica, all'Università Roma III che "Certe disposizioni intese a tutelare le parti deboli nei rapporti economici, impattando sul gioco del mercato, hanno finito per danneggiare le stesse parti deboli che intendevano favorire". Immediata la replica della Camusso: "Pare che abbia esaurito qualunque spinta propulsiva - spiega - è la ripetizione di un film che abbiamo già visto. Si conferma che non c'é un'idea del Governo su come affrontare i temi della crescita e dello sviluppo in Italia. Si continua a riproporre ricette che hanno gia' dimostrato fallimentarità oppure si butta la palla in un altro campo come hanno fatto sulle questioni della produttività". Da Salerno dove partecipa all'assemblea nazionale del sindacato, Camusso prosegue: "Ci dica invece il Governo cosa vuol fare per la crescita". Quanto dichiarato da Monti, sottolinea, "non è niente di nuovo, abbiamo passato cinque mesi a discutere di questo tra Palazzo Chigi e il Ministero e mi pare che tutto il mondo, compreso quello delle imprese, abbia dimostrato che quello non era il problema. Non vorrei che qualcuno si reinventasse che siccome non c'é un'idea su nulla ci reinventiamo una logica contro i lavoratori. Mi pare che abbiamo già fatto abbastanza contro il lavoratori". Sono dichiarazioni, conclude, che rappresentano "il peggiore liberismo, cioè quello che ha teorizzato che la diseguaglianza abbia fatto crescere il mondo. Sono quattro anni che il mondo non sa uscire dalla crisi determinata esattamente da quella logica lì".


Antonio Di Pietro: "Le parole di Monti sullo Statuto dei lavoratori sono una provocazione per coprire il totale fallimento della sua politica economica e sociale". Lo affermano, in una nota congiunta, il presidente dell Italia dei Valori e il responsabile lavoro e welfare del partito, Maurizio Zipponi. "Anche i sassi - aggiungono - sanno che in Italia gli investimenti stranieri vengono bloccati dall'enorme burocrazia che genera una gigantesca corruzione e dalla elevata tassazione sulle imprese e sul lavoro, che supera di gran lunga la media europea. A ciò si aggiungono l'enorme evasione fiscale e l'esportazione dei capitali all estero che stanno generando il fallimento della impresa italiana".

Paolo Ferrero:''Con ogni evidenza Monti, il presidente dei banchieri e degli speculatori, ha cominciato la campagna elettorale per candidarsi a succedere a se stesso. Lo fa attaccando i lavoratori, proponendo le sue idee di estrema destra - lo sviluppo contrapposto ai diritti - che ha applicato con disastrosa determinazione in questi dieci mesi. Il governo Monti infatti ha determinato la più pesante recessione prodotta artificialmente da un governo della storia del paese. Monti succederà a se stesso, si proseguirà la grande coalizione e Bersani dorme: da un lato rivendica la possibilità di governare, dall'altro, sostenendo il governo, mette le condizioni perché questo continui''. Lo dichiara in una nota il segretario nazionale di Rifondazione Comunista. ''Per questo noi ci candideremo in alternativa alle forze politiche che sostengono Monti e che continueranno a sostenerlo. L'unica alternativa a Monti è una chiara proposta di sinistra che faccia pagare le crisi ai ricchi e non accetti le politiche europee che ci stanno arrostendo a fuoco lento'', conclude Ferrero.
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