Ha raccolto voti dappertutto. A sinistra ma anche a destra. Luigi De Magistris ha costruito sulle preferenze personali la possibilità di giocarsi la poltrona di sindaco al secondo turno con Gianni Lettieri. Ben oltre il risultato del suo partito, Italia dei Valori, che a conti fatti ha raccolto 33mila voti cioè solo 3mila più di quanti ne aveva presi in città l'anno scorso nel voto per le regionali, quando marciava con candidati sconosciuti. Questa volta invece il partito di Di Pietro ha calato l'asso eppure non ne ha tratto beneficio diretto. De Magistris ormai marcia da solo. Sarà interessante vedere come reagirà il padre padrone dell'Idv adesso che nel suo partito personale si è rafforzata un'alternativa.
A Napoli De Magistris ha totalizzato 128.303 preferenze. Di queste 35.050 sono di elettori che hanno scelto solo lui: hanno messo la croce sul suo nome e non hanno indicato alcun partito. Ma l'europarlamentare ha messo assieme anche quasi 25mila voti (24.731) provenienti da altre liste, diverse dalle quattro che lo hanno sostenuto. Analizzando le preferenze si scopre che se com'era prevedibile una parte importante di questo voto disgiunto arriva da chi per il consiglio comunale ha scelto una delle liste che sosteneva Morcone - essenzialmente Pd e Sel - quasi altrettanti voti arrivano all'ex pm direttamente da destra.
Un po' di numeri. Sono 9.869 i voti che mancano a Morcone rispetto alle sue liste (il 2,4% dei voti validi), è ragionevole che siano finiti a De Magistris. Così come i 1.972 voti che mancano al candidato sindaco del Movimento 5 stelle (lo 0,5%). All'ex pm sono arrivati anche 7.002 voti (1,7%) da elettori delle 11 liste che hanno sostenuto Lettieri. Sembra incredibile, ma il candidato che è stato immediatamente dipinto dagli avversari come espressione della «sinistra radicale» in realtà è stato preferito già al primo turno dagli elettori di Lettieri (elettori politicamente convinti oppure amici e parenti delle centinaia di concorrenti che il centrodestra ha messo in campo). De Magistris ha preso tutto, anche i 4.479 voti che mancano a Pasquino rispetto alle liste che lo hanno sostenuto (voti che corrispondono all'1'1%). Fa sorridere sentire adesso gli esponenti del Terzo Polo spiegare come sia impossibile per un elettore moderato stare con l'ex pm.
Il fenomeno De Magistris ha funzionato in tutti i quartieri, anche nelle roccaforti del Pd. Dove i democratici hanno retto, ha funzionato meno: a San Giovanni dove il Pd ha raggiunto il 43,64% (e l'ex pm ha preso solo 236 voti disgiunti, record negativo). De Magistris ha battuto Morcone persino a Bagnoli, con 814 voti disgiunti. Al Vomero, nel suo quartiere, ha stabilito il record di voti recuperati alle altre liste (2.358); Morcone ne ha persi circa mille e Lettieri seicento.
In conclusione per De Magistris un voto su due è suo e soltanto suo. Lettieri invece presenta un saldo netto: tanti voti ha ricevuto senza indicazione della lista e altrettanti ha perso perché dalle sue liste sono andati altrove. Il ballottaggio è per forza di cose un turno molto personalizzato, dunque non si parte male.