Dal reclutamento dei professori alla governance degli atenei. Entro 12 mesi, il governo dovrà emanare 4 decreti legislativi sul riordino della contabilità degli atenei, la valorizzazione dei professori e del personale amministrativo e sul diritto allo studio. I decreti dovranno poi ricevere l'ok delle commissioni parlamentari per essere poi emanati d'intesa con le regioni.
Ecco alcune delle novità.
Sul reclutamento arrivano i contratti cosiddetti «tenure track», di due tipi: si tratta di contratti di durata triennale, prorogabili per due anni una sola volta, e di contratti triennali non rinnovabili riservati a chi abbia già usufruito dei contratti di primo tipo. Le università potranno poi stipulare contratti con professionisti esterni (anche pensionati o lavoratori autonomi) per migliorare l'attività didattica. Secondo i ricercatori, che propongono un contratto unico della docenza questi contratti si tradurranno in un precariato a vita.
Altro pezzo sostanziale della «riforma» Gelmini è la governance degli atenei. Entro dei mesi dalla conversione in legge del ddl gli atenei dovranno approvare statuti con nuove caratteristiche. Il rettore non potrà rimanere in carica per più di sei anni, non rinnovabili. Il Senato accademico avrà il compito di avanzare proposte di carattere scientifico ma sarà il cda (11 componenti, di cui 3 membri esperti) ad avere la responsabilità delle spese, delle assunzioni e dei costi di gestione. Attenzione anche alle spese di ateneo: se fuori controllo l'università verrà commissariata.
Scende, ma di poco, l'età pensionabile: gli ordinari andranno in pensione a 70 anni, gli associati a 68.
Gli assegni di ricerca verranno banditi solo se ci sono le risorse e con bandi pubblici.
Per quanto riguarda i dottorati di ricerca viene soppresso il vincolo di riservare borse di studio ad almeno metà dei dottorandi.
Con gran squillare di trombe viene istituito il fondo per il merito, alimentato però solo da versamenti spontanei di privati. La stessa sorte del fondo premialità per i docenti più bravi.
C'è il regalo alle università private che vedranno aumentare le proprie risorse in misura compresa tra il 2 e il 4%.
Infine, le norme cosiddette antiparentopoli: non potrà diventare professore di ruolo o associato chi ha un grado di parentela - fino al quarto grado - con un professore dell'ateneo, con il rettore o un componente del cda.
Questi vogliono riprodurre pari pari il sistema americano in Italia, senza tenere in alcun conto le differenze culturali e storiche. Una opera di scopiazzatura che sempre a finire nel solito cambiare per lasciare tutto come prima.
E per favore, basta con queste parole astruse prese pari pari dal dizionario inglese, tipo "governance", come se l'italiano non avesse il corrispettivo "governo". Basta con questa americanizzazione strisciante! 25-12-2010 14:34 - Murmillus