Per raggiungere l'obiettivo a lungo perseguito, la designazione a ministro degli esteri della Ue, Massimo D'Alema deve superare diversi scogli. «E' una partita europea molto difficile», ripete l'interessato. Infastidito, lui che ama sottolineare quanto sia attento soprattutto alle «cose del mondo», dalla lettura in chiave interna del negoziato in corso.
Dunque, in attesa dei prossimi sviluppi, il presidente di Italianieuropei vuole prima di tutto allontanare il sospetto che lo tallona dai tempi della bicamerale e che rischia di appuntarsi anche sul nuovo segretario del Pd, Pierluigi Bersani: «Non è una questione tra Berlusconi e D'Alema, leggendo i giornali sembra che si possa decidere qui. Non c'è nessun paese in cui esisterebbe questo problema, solo da noi c'è - protesta l'aspirante mister Pesc - . Però io do atto al governo di essersi comportato come ci si comporta negli altri paesi europei, e questo è un fatto molto positivo».
Insomma, nessun inciucio. Nessuno scambio tra il via libera di Silvio Berlusconi alla designazione di D'Alema e un eventuale ammorbidimento dei democrat rispetto al governo, in particolare sulle riforme della giustizia. Ovviamente, i sospetti serpeggiano anche nel Pd. Così anche Bersani - che martedì, a Bruxelles, incontrerà i commissari Tajani e Almunia - chiarisce che se il governo non appoggiasse D'Alema come alto rappresentante della politica estera e di sicurezza dell'Unione europea e vicepresidente della commissione, sarebbe semplicemente «strabiliante». Ci si dovrebbe insomma stupire del mancato via libera, non del contrario.
Il premier italiano, dopo aver dato una disponibilità di massima («il governo valuterà con serietà e responsabilità»), aspetta la decisione dei socialisti europei e, mentre valuta i pro e i contro (i vantaggi in termini di immagine, lo svantaggio di perdere Tajani), lascia che i suoi si esibiscano in dichiarazioni contraddittorie. Il ministro e coordinatore del Pdl Sandro Bondi dedica un'ode all'«alto senso di responsabilità nazionale» dimostrato dal Cavaliere rimproverando però all'opposizione di non avere assunto un analogo atteggiamento quando c'era da sostenere Mario Mauro come presidente dell'europarlamento. Mentre lo stesso Mario Mauro, capo delegazione del Pdl al parlamento europeo, frena: nella Commissione Ue c'è un solo posto per l'Italia, e il candidato per quel posto «in questo momento si chiama Antonio Tajani. Aspettiamo di vedere che verso prenderanno le cose».
La partita al momento è tra eurosocialisti (ai popolari dovrebbe andare il primo presidente permanente dell'Unione). E qui il principale ostacolo alla corsa di D'Alema potrebbe chiamarsi David Miliband, il ministro degli esteri britannico che pure punta a guidare i laburisti e che venerdì ha sostenuto di non essere disponibile come mister Pesc, insistendo su Blair per la presidenza. Caduta l'ipotesi Blair (non tanto per la contrarità dei popolari, quanto per quella dei socialisti europei) Miliband potrebbe però tornare in corsa. Di nomi ovviamente se ne fanno anche altri (compreso quello di un'altra britannica, la commissaria al commercio estero Catherine Ashton, da quello del ministro francese Bernard Kouchner (che potrebbe però scontare il fatto di far parte del governo Sarkozy) a quelli del rumeno Adrian Severin e del tedesco Frank-Walter Steinmeier. Il cancelliere austriaco Werner Faymann, con la collaborazione del premier spagnolo Zapatero, sta svolgendo il sondaggio tra i gruppi politici e i governi dei 27 su quale dei candidati potrebbe avere il via libera. nel giro di una settimana le consultazioni dovrebbero arrivare a una conclusione. E sulla scelta del nuovo mister Pesc avrà un peso anche l'orientamento degli Stati uniti e il sostegno della Nato.
Per quanto riguarda la presidente della Ue (il Tratatto di Lisbona prevede un mandato di due anni e mezzo rinnovabile), ieri, dopo essersi a lungo schermito, il premier olandese Jan Peter Balkenende ha parlato per la rpima volta dell'ipotesi di una sua candidatura, pur sostenendo che «è prematuro parlarne e forse non ci sarà alcuna richiesta».
Quindici giorni orsone il professore Vincenzo Puzza già sapeva tutto. Onore all'ennesima previsione esatta dell'esimio. 20-11-2009 00:30 - puzzailsignorvincenzo
incredibile,ma vero,di D'Alema.
Ci sono personaggi che stanno sempre al centro dell'attenzio-
ne e non credo sia tanto facile metterli da parte, vista la situazione.L'inciucio fa parte del suo modo di fare politica, su questo non ci dovrebbero essere dubbi, anche il danno creato durante il suo operato dovrebbe essere noto a tutti. E' stato, soprattutto col suo contributo che ha avuto inizio e si è consolidato il potere di Berlusconi,solo per questo dorebbe avere la considerazione che merita. 02-11-2009 09:42 - Cristina Giambuzzi
Mi auguro che la Ue rifiuti la sua nomina, nel malaugurato caso in cui dovesse essere ufficializzata la sua candidatura. 02-11-2009 00:57 - pino licandro