Ciò che in molti avevano definito «un'elemosina» - una cifra irrisoria per una platea a dir poco ridicola – si è rivelata un bluff. Nella piena di emendamenti al decreto «anticrisi» il fondo di 100 milioni che avrebbe dovuto finanziare l'indennità una tantum per i collaboratori a progetto (in monocommittenza) nel 2009, ha cambiato destinazione d'uso. Non più finalizzato a dare un sussidio di disoccupazione - sia pur misero e sia pur per pochi fortunati - a chi, crisi o non crisi, non ne ha diritto, ma destinato a un più generico «Fondo sociale per l'occupazione e la formazione», uno di quei fondi che il governo usa, alla bisogna, un po' come un bancomat. Correva il mese di marzo quando il ministro Sacconi annunciava, in pompa magna, il raddoppio, dal 10 al 20% dell'una tantum per i precari: 1600 euro circa di una tantum per il 12% dei collaboratori a progetto. Tempo pochi mesi – il tempo sufficiente a fare intravedere la fine del tunnel di crisi e tacitare così «i corvi» del pessimismo – e quei soldi non ci sono più. Neppure il problema, evidentemente. Checchè ne dicano le stime di autorevoli istituti. E persino il governatore della Banca d'Italia che ha parlato di 1,6 milioni di persone senza tutele.
Il sindacato non solo è muto..ma anche cieco...non è capace di ridefinire il proprio ruolo, di indirizzare la classe politica verso l'estensione generalizzata di forme di tutela per il cittadino, arroccato nella difesa delle posizioni acquisite di un parte limitata di lavoratori: un cane che si morde la coda.... 23-07-2009 16:31 - giovanni delfino
Il governo di Papi ha tolto anche la miseria stanziata.
Un vero sputo in faccia a tutti quei lavoratori che vivono in un modo disumano.
Ichino,ancora parla.
Ci sono persone in questo paese che ancora credono in questa forma di lavoro.
La forma Stato è diventata come era stata descritta dai nostri "professorini"
Uno stato dei padroni,che ragiona da padrone e tratta la gente come i schiavi o miserabili pronti a tutto pur di lavorare.
Una vergogna che ci fa preferire il carcere a un lavoro come questo.
Mentre Papi si rivendica il diritto di dire bugie al popolo.
Di insidiare le ragazzine in nome del suo diritto di industriale ricco,noi dobbiamo accettare che ci si nechino anche le briciole che stavano cadendo dalla mensa del Re.
Se non ci alziamo ora rimarremo per sempre sotto il tavolo ad aspettare la pietà di chi ha dimostrato di non averla. 23-07-2009 14:06 - mariani maurizio
Sursum corda. 23-07-2009 09:21 - bruno giordano
forse, tutto sommato, è meglio così: un'elemosina qui, un'elemosina lì, ed il bubbone non esplode mai - con tutti i socialisti d'inizio secolo che a guardarci si rivoltano nella tomba 23-07-2009 00:32 - gianni b